– Ritrovate le spoglie di Enzo Baldoni Individuati i suoi esecutori in Iraq

23 04 2010

Enzo Baldoni in uno dei suoi ultimi scatti (google)

ROMA – Poco, troppo poco spazio è stato dedicato dai giornali italiani al ritrovamento dei resti di Enzo Baldoni e all’individuazione dei suoi esecutori. Il giornalista venne rapito il 24 agosto 2004 e ucciso tre giorni dopo a Latifia (Iraq) mentre svolgeva il suo lavoro, con il sorriso e l’ironia che lo hanno sempre contraddistinto. Per sei anni la moglie Giusy Bonsignore non ha avuto notizie delle spoglie del marito. Sei lunghi, interminabili anni conclusisi lo scorso 6 aprile, quando un esame del Ris dei carabinieri ha confermato che  i resti arrivati a Roma due settimane fa appartengono proprio al giornalista scomparso. Notevole la commozione della donna: «Siamo tutti emozionati», ha ammesso la vedova Baldoni. «Adesso attendiamo la fine di tutti i rilievi e poi vedremo il da farsi».

Segreto – Le modalità di ritrovamento delle spoglie rimangono top secret. Un unico dettaglio è stato reso noto: per il recupero dei resti, un ruolo particolare è stato svolto dagli 007 dell’Aise in collaborazione con i carabinieri del Ros.

Indagini – I carabinieri del Ros, coordinati dal pool antiterrorismo della procura di Roma e con la collaborazione dei servizi segreti dell’Aise, hanno definitivamente individuato gli esecutori materiali del sequestro e dell’omicidio di Baldoni. Si tratta di membri del gruppo “Esercito Islamico in Iraq”, proprio come sospettava da tempo la moglie: «Sapevamo che ad ucciderlo era stato l’Esercito islamico in Iraq», ha subito precisato la Bonsignore. «Siamo contenti che siano stati individuati anche gli esecutori materiali». In una nota si legge che le indagini si sono svolte «in un contesto operativo e di collaborazione internazionale estremamente complesso». Un contesto che ha richiesto sei anni per ridare a una moglie le spoglie del proprio marito. Senza che i suoi colleghi, tra l’altro, dedicassero il giusto spazio all’episodio nei loro giornali. Proprio loro che sono giornalisti. Come lo era Enzo. O forse no.

Ivano Pasqualino

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