– Iran, impiccati tre uomini in piazza. Avevano stuprato in gruppo 13 donne

16 04 2010

Tre uomini impiccati in piazza per stupro (iranhr.net)

BABOLSAR – Tempo fa si applicava la legge del taglione. Oggi in Iran lo stupro si paga con la pena capitale. Impiccagione pubblica in piazza, davanti agli occhi increduli di donne e bambini. L’ultima, mercoledì 14 aprile, ha visto il cappio al collo di tre uomini di età compresa fra i 24 e i 30 anni. I condannati erano responsabili, secondo l’agenzia Fars e il sito Iran Human Rights, del sequestro e lo stupro di 13 donne, tra le quali una incinta e 5 studentesse. I tre uomini le avevano prima drogate con una sostanza sciolta nel caffè, per poi violentarle in gruppo. Gli stupri sono avvenuti nel 2007, ma solo di recente una delle donne aveva trovato il coraggio di raccontare tutto alla polizia.  Le impiccagioni sono state effettuate di mattina, quando si registra un maggiore afflusso di gente, nella piazza “Imam Ali” della città di Babolsar, nel nord dell’Iran. Il boia ha completato il proprio lavoro dopo la conferma delle condanne a morte da parte della Corte Suprema iraniana

Esecuzione – La pena capitale per stupro è una “pratica” diffusa in Iran, dove anche i minori possono perdere  così la vita. L’Iran è uno dei 58 Paesi che, nel mondo, applicano ancora la pena di morte. Nel regime degli ayatollah, le femmine possono essere impiccate a partire dai nove anni, i maschi a partire dai quindici. Celebre il caso di luglio 2005, quando due giovani gay iraniani, uno dei quali minorenne, si resero protagonisti dello stupro di un tredicenne. I loro occhi si spensero nella piazza di Mashad, davanti agli occhi increduli di altri minori.

Ivano Pasqualino

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2 responses

17 04 2010
Salvo

Questa è una di quelle cose ancora primitive che, vengono praticate in pareccchie parti del mondo, la pena di morte, è una piaga che ancora è destinata a chissa quanto tempo dovremo assistere a questo scempio, il reato si paga, ma con le giuste pene affinchè ci si possa redimere. In Iran è l’esatto contrario dell’Italia, dove si va in galera solo per spaccio di droga.

14 11 2010
Roberto Tarozzo

Stabiliamo un ordine e facciamo chiarezza su tutti i paesi arabi del mondo nei quali l’omosessualità è ampiamente praticata da tutti (prima del matrimonio) ma non riconosciuta oppure rifiutata. La mia esperienza di agente di viaggi mi ha permesso di “toccare con mano” (nel vero senso della parola) e verificare che in tutti i paesi arabi l’omosessualità e praticata da tutti i ragazzi e gli uomini che non possono ovviamente avere rapporti con le donne prima del matrimonio. L’arabo dice che “…il rapporto con la donna serve a procreare, ma quello con l’uomo ti procura l’estasi…” in questa frase è concentrata tutta la filosofia maschilista nei confronti delle donne, che sono viste come semplici fattrici. Gli uomini sposati hanno tutti amanti maschi molto giovani, con i quali si intrattengono abitualmente per soddisfarsi. L’Iran è un paese in cui questa contraddizione è più forte, il presidente Mahmoud Ahmadinejad sostiene che nel suo paese l’omosessualità non esiste, e come ritenere che nell’atmosfera non esiste l’ossigeno. Lui che è nato nel 56 dovrebbe ricordare che Tehran all’epoca di Mohammad Reza Pahlavi era considerata la mecca gay per antonomasia, un luogo simbolo per tutti i gay del mondo, un luogo liberale pieno di cultura e voglia di vivere pienamente la propria sessualità con una concentrazione di uomini e donne bellissimi.

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