– Talebani: «Nessuna tregua», al via la prima grande offensiva dell’era Obama

4 02 2010

La provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan (google)

MARJAH – Gli Usa preparano la retata finale contro i talebani della provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan. La missione è prevista per metà febbraio. Sarà la prima grande offensiva militare sotto la presidenza di Barack Obama. L’operazione, condotta dalla Nato e dall’esercito afgano, ha come obiettivo la liberazione di Marjah, città a ovest del capoluogo Lashkar Gah. Secondo le stime Usa, nella zona scelta per l’attacco dovrebbero nascondersi circa 1.700 combattenti. «È l’unica area della provincia ancora sotto il controllo nemico», ha dichiarato un generale americano al Financial Times. I comandanti dei marines discutevano da tempo sull’opportunità di impadronirsi della città. «Liberare Marjah significherebbe creare un collegamento fra le zone di Helmand». Per la prima volta verranno impiegati i 30mila rinforzi inviati da Obama in Afghanistan a dicembre. «Se i ribelli si arrenderanno, l’operazione potrebbe concludersi senza sparare un colpo», precisa il generale al quotidiano britannico. «Altrimenti sarà uno scontro lungo che li porterà comunque a ritirarsi». L’ultima offensiva Usa risale allo scorso luglio, quando 4mila marines si spinsero fino a Lashkar Gah, roccaforte talebana.

Il presidente afghano Hamid Karzai e il capo della Casa Bianca, Barack Obama (google)

Tregua – Mentre in Afghanistan si imbracciano i fucili, in Inghilterra si cerca un accordo. La Conferenza di Londra, convocata lo scorso 28 e 29 gennaio e presieduta dai leader di Usa e Onu, ha espresso la volontà di stanziare 500 milioni di dollari da destinare all’opposizione per porre fine agli scontri. Secca, però, la risposta dei talebani attraverso il loro sito Internet: «Questa proposta è l’unico modo rimasto a britannici e americani per raggiungere obiettivi che non sono riusciti a conseguire sul campo di battaglia». Rifiutati quindi i fondi che, secondo i ribelli, sono una vera e propria “mazzetta” che «alla fine della Conferenza sarà spesa per fini militari, o finirà comunque nelle tasche dei funzionari della corrotta amministrazione Karzai». Una pace tanto cara da non avere prezzo.

Ivano Pasqualino

(articolo pubblicato anche sulla testata La Sestina)

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