– Obama: «Rinforzi in Afghanistan, ritiro dal 2011»

2 12 2009

Obama parla alle truppe americane (Google)

WASHINGTON – Sono 30mila i militari americani che in soli sei mesi verranno schierati in Afghanistan. A fianco a loro altri 10mila soldati alleati, dei quali 1.500 italiani. Saranno gli ultimi rinforzi che USA e Nato invieranno a Kabul. Obama, fresco vincitore del premio Nobel per la pace, ha infatti annunciato lunedì 1 dicembre, davanti ai cadetti dell’Accademia di West Point, che il ritiro delle truppe americane comincerà fra 19 mesi, nel giugno 2011, e verrà completato entro la fine del 2012, cioè al termine del suo mandato.

Missione – Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato perché i rinforzi saranno impiegati con la massima rapidità. «In questo modo potranno prendere di mira l’insurrezione talebana e rendere sicuri i centri abitati più importanti». La missione prioritaria delle truppe americane sarà infatti riacquisire il controllo di zone nevralgiche dove gli estremisti sono più radicati: in cima alla lista figurano le città strategiche di Kandahar nel sud e Khost nell’est. «Questo ci consentirà d’addestrare le forze di sicurezza locali – ha spiegato Obama – affinché gli Stati Uniti possano trasferire la responsabilità al governo e al popolo dell’Afghanistan». Nel Paese è da poco stato rieletto presidente Hamid Karzai, nonostante lo scandalo dei brogli elettorali che lo vedeva coinvolto.

Soldato italiano impegnato in Afghanistan (Google)

Alleati – «Poiché questo è uno sforzo internazionale, ho chiesto che il nostro impegno si accompagni a nuovi contributi dei partner». Obama ha invitato così gli alleati a contribuire nella fase finale della guerra in Afghanistan. È in gioco «non solo la credibilità della Nato, ma la sicurezza del mondo per portare a termine insieme con successo questa guerra». Spetta a Hillary Clinton indicare le cifre per ogni Paese: secondo il quotidiano francese Le Monde, la Casa Bianca chiederà 2.000 soldati alla Germania, 1.500 ciascuno a Francia e Italia, 1.000 al Regno Unito. «Fare dei numero adesso è prematuro», ha risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Vogliamo venire incontro alle esigenze americane, ma non potremo procedere prima della seconda parte del 2010». L’invio di nuove truppe comporterebbe inoltre spese enormi che in questo momento l’Italia non può sostenere: la soluzione potrebbe essere togliere militari dal Kosovo o dal Libano e aumentarli in Afghanistan.

Ivano Pasqualino

(articolo pubblicato anche sulla testata La Sestina)

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