– L’armata perduta dei boy scout sovietici

27 11 2009

Milizie russe (flickr)

RUSSIA – L’anno è il terribile 1943. Avevano coraggio da vendere quei ragazzi. Portavano in petto i simboli dell’esercito nazista, ma sotto l’uniforme tedesca batteva un cuore rosso sovietico. Volevano servire la loro madrepatria con un governo immaginario auto-proclamato. L’obiettivo era infiltrarsi tra le fila dei nemici nazi-fascisti, offrendo servizio di spionaggio e sabotaggio alla propria élite governativa. Avevano creato pertanto la loro società segreta, la “IV Empire”, attribuendosi persino gradi e incarichi. Ma il progetto durò poco, anzi pochissimo. «Non sono altro che boy scout» sentenziò Stalin, che tuttavia non sopportava l’idea di un governo parallelo, seppur minoritario e ininfluente, quasi utopico. Decise così di mandare i “boy scout” in esilio, solo Dio sa dove.

Libro – O forse no, esiste qualcun altro che conosce questa storia: lo scrittore russo Alexandre Terekhov ci racconta questi giovani sovietici ai tempi della guerra contro la Germania nazista nel suo nuovo libro Kamenny most. Un testo costato all’autore più di dieci anni di lavoro tra studi e ricerche. Secondo Terekhov, la storia è molto più complicata di quel che sembra, tanto da scriverci un romanzo sopra. Non è un semplice racconto di guerra, ma soprattutto una storia della Russia staliniana, di una vecchia guardia ormai rassegnata a vivere nel silenzio e di una nuova generazione che in nome del cambiamento ha buttato via la sua umanità.

Ivano Pasqualino

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10 responses

7 12 2009
sgue

è edito in italia? da chi?

9 12 2009
Ivano Pasqualino

Ciao sgue! No, purtroppo non è edito in Italia. A quanto pare ancora esiste solamente la versione russa, come riporta il sito Amazon che ti riporto nel link:
http://www.amazon.com/Kamennyi-most-Russian-Terekhov/dp/5170582617/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1260351391&sr=8-1

A presto!

19 12 2009
sgue

😦 grazie!

19 12 2009
Ivano Pasqualino

puoi sempre mandare una mail alla associazione editori italiani (ecco il link http://www.aie.it/) chiedendo se hanno intenzione di tradurlo e pubblicarlo in Italia, o addirittura potresti proporlo tu….ho notato che è un libro di cui si sta parlando molto!

20 12 2009
sgue

È una storia affascinante. In che ambiti se ne parla molto?

Provo a chiedere sul sito da te segnalatomi, tentar non nuoce.

20 12 2009
Ivano Pasqualino

Se ne parla soprattutto in merito ai movimenti alternativi in Russia durante il periodo staliniano. L’aspetto più interessante è che si trattava di ragazzi molto giovani che in fondo avevano lo stesso scopo di Stalin: il successo della Russia. Pertanto c’è chi suppone che, avendoli Stalin mandati in esilio, il primo obiettivo dell’URSS non fosse tanto la scalata mondiale del Paese, quanto del suo potere incontrastato e incontrastabile. Ti ripeto, sono chiavi di lettura differenti che ho trovato online, ma sono sicuro che col passare del tempo ci saranno sempre più nuove opinioni….è una storia molto affascinante, come sottolinei giustamente tu!

20 12 2009
sgue

Ho letto molto poco sulla russia stalinista e su stalin in particolare, a parte un paio di saggi sulla battaglia di stalingrado (il comportamento di stalin risulta sempre piuttosto “bizzarro” nella fattispecie) e “arcipelago gulag”, più qualcosa sulla campagna di russia del terzo reich, cioè non ne so nulla.

Nel caso in questione, ad una prima lettura, avevo pensato si trattasse della storia di un gruppo di hiwi, ho capito solo in seguito non fosse così. Speriamo che la cosa interessi almeno qualche casa editrice specializzata.

20 12 2009
Ivano Pasqualino

In ogni caso è una storia affascinante che non nego piacerebbe molto anche a me leggere. Potrei anche leggere una versione inglese in teoria…

Comunque Arcipelago Gulag è un ottimo testo, ne esistono altri interessanti sulla Russia Stalinista….se mi è permesso, ti consiglio di leggere anche qualche testo sulla Russia moderna, potresti notare strane coincidenze con quel tempo….un esempio: “Cecenia, il disonore russo” di Anna Politkovskaja

22 12 2009
sgue

La Politkovskaja! non mancherò.

22 12 2009
Ivano Pasqualino

“Cecenia” è scritto in prima persona dalla Politkovskaja (così come altri testi molto interessanti come “Proibito parlare” che ti consiglio ulteriormente di leggere). Mentre se desideri un quadro generale introduttivo sulla Politkovskaja (consigliato se non ne hai un’idea chiara) prova ad iniziare con “Anna è viva” di Andrea Riscassi, presenta e analizza tutti gli aspetti del rapporto Politkovskaja-Russia-Cecenia

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