– Honduras, giornalista minacciato di morte. «Sappiamo dove studiano i tuoi figli»

26 11 2009

Militari impediscono a un reporter di riprendere (flickr)

TEGUCIGALPA«Adesso sei nelle nostre mani, questa volta non potrai scappare». Con questa telefonata anonima è stato minacciato di morte assieme alla sua famiglia il freelance Luis Galdámez. «Sei stato avvisato: sappiamo dove vivi e sappiamo dove studiano i tuoi figli, stiamo controllando te e tutta la tua famiglia, se non stai tranquillo ti uccideremo». La chiamata è arrivata in diretta a Radio Globo mentre il giornalista conduceva il suo programma “Oltre la verità”. Le cause della minaccia sarebbero i suoi articoli in favore del Presidente deposto dell’Honduras Manuel Zelaya, nei quali figurano critiche al governo de facto di Roberto Micheletti.

Protezione – Galdámez aveva già subito altre minacce di morte tramite sms e telefonate. Temendo per la sua vita, dal 21 settembre vive e trasmette dall’Ambasciata brasiliana a Tegucigalpa. Qui si è rifugiato anche Manuel Zelaya, il prediente deposto. Nonostante la Commissione interamericana dei diritti umani abbia chiesto alle autorità di proteggere Luis Galdámez, egli ha riferito ad Amnesty International che nessuna misura di protezione è stata adottata per proteggerlo. L’associazione in difesa dei diritti umani ha così deciso di pubblicare sul suo sito, giovedì 26 novembre, un appello al Presidente de facto dell’Honduras Roberto Micheletti «per garantire protezione e sicurezza» al giornalista.

Manuel Zelaya, Presidente deposto dell’Honduras (google)

Repressione – Quello di Galdámez non è un caso isolato nel Sud America. Da quando il presidente Zelaya è stato deposto lo scorso 28 giugno, vi sono stati diversi attacchi contro molti giornalisti. Il 5 novembre 2009 è stato lanciato un ordigno negli studi di radio Hrn che ha ferito due persone danneggiando gran parte delle apparecchiature dell’emittente. Il 6 novembre 2009 il direttore della televisione Canale 36 ha denunciato il trancio di un cavo in fibra ottica da parte delle autorità per impedire le trasmissioni. Lo scorso luglio, a seguito del tentativo del presidente Zelaya di rientrare i Honduras, si è scatenata una violenta repressione dell’esercito golpista all’aeroporto di Tegucigalpa: molti feriti e 2 morti, uno dei quali di soli sedici anni.

Ivano Pasqualino

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