ROMA – I 30mila soldati americani che Obama invierà a Kabul adotteranno una strategia tutta italiana. È questo «l’aspetto fondamentale», promosso dal ministro della Difesa Ignazio La Russa per i rinforzi che verranno impiegati in Afghanistan per concludere la guerra entro il 2011. «Finora gli americani pensavano che prima si dovesse mettere in sicurezza un’area e poi avviare la ricostruzione», spiega La Russa in un’intervista al Corriere della Sera. «Ora si sono convinti che le due operazioni devono marciare insieme: quello che hanno sempre fatto i militari italiani, portare sicurezza e benefici allo stesso tempo; non siamo più esecutori, ma partecipi di un’operazione comune».
Rinforzi - Il ministro ha spiegato quale sarà il piano d’invio dei rinforzi italiani: «Le nostre truppe partiranno per l’Afghanistan nella seconda parte del 2010, verranno sottratte ad altre missioni italiane: dal Kosovo rientreranno l’anno seguente circa 1.000 soldati, mentre dal Libano ne recupereremo 200». Nei prossimi giorni il segretario di Stato americano Hillary Clinton metterà nero su bianco il numero di uomini da richiedere ad ogni Paese della Nato. All’Italia verranno chiesti circa 1.500 militari, cifra che secondo La Russa rappresenta «la quota massima alla quale comunque non arriveremo».
Ivano Pasqualino
(articolo pubblicato anche sulla testata La Sestina)




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