- Il Sud Sudan ottiene l’indipendenza, nascerà a luglio il 54esimo Stato africano

8 02 2011

Salva Kiir, 59enne di etnia dinka, sarà il capo del Sud Sudan (Wikimedia)

MILANO – Stati confinanti, eppure mai così lontani. Mentre l’Egitto è in crisi, il vicino Sudan si gode la sua «alba nuova», come l’ha definita il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Con il 98,83% di voti a favore, il popolo del Sud Sudan ha scelto l’indipendenza dal nord. Una divisione pacifica, con un plebiscito arrivato dopo due settimane di referendum (dal 9 al 15 gennaio) e un mese di conteggi con verifica dei voti.

Il capo della nuova nazione sarà Salva Kiir, 59enne di etnia dinka, appassionato di cappelli da cow-boy (ne conserva gelosamente uno regalatogli da George W. Bush). Il Sud Sudan sarà proclamato ufficialmente il 54esimo Stato dell’Africa il prossimo luglio.

Anche se restano le questioni spinose ancora da risolvere, come la divisione del petrolio (gli oleodotti sono a nord, i pozzi a sud) e le decisioni definitive sulle aree di confine. Nella neo-capitale Giuba sono comunque giorni di festa. Il coro che si alza dalla popolazione non poteva che essere il nuovo inno sud-sudanese. Un testo scritto da 49 poeti e intonato da un gruppo di studenti: «Oh neri guerrieri, alziamoci in silenzioso rispetto, salutando milioni di martiri che hanno cementato con il loro sangue le fondamenta della nazione».  Nel video l’inno nazionale del Sud Sudan, con l’immagine della bandiera adottata dal nuovo Stato africano.

Ivano Pasqualino

(articolo pubblicato anche sulla testata La Sestina)


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