MILANO – Il videogioco diventa realtà. Quattordici mesi dopo. Il 10 novembre 2009 esce in tutto il mondo Modern Warfare 2, sequel della celebre saga sparatutto Call of Duty. Lo scopo del gioco è semplice: eliminare i nemici con armi di grosso calibro. In un contesto fra spy story e operazioni militari. Il prodotto fa molto discutere per l’alto tasso di violenza. Soprattutto per una delle missioni: un attentato all’aeroporto di Mosca. I fan della serie adesso hanno paura a pronunciare la parola «coincidenza». Ma dopo l’esplosione di lunedì 24 gennaio allo scalo russo Domodedovo, il sospetto è nato in più di un giocatore. La paura è che il videogioco possa aver ispirato l’attentato di Mosca, in cui hanno perso la vita 35 persone, con 168 feriti (fra cui un italiano). La dinamica rimane comunque differente: in Russia ad agire sarebbe stato un kamikaze, in Modern Warfare 2 un gruppo armato di terroristi. Nel video, sconsigliato a un pubblico sensibile, la sequenza violenta del videogioco ambientata nell’aeroporto della capitale russa.
Ivano Pasqualino
(articolo pubblicato anche sulla testata La Sestina)

[...] anno dopo, la finzione è diventata cronaca, come scrive oggi Ivano pasqualino sul suo blog “La finestra sul fronte“. LikeBe the first to like this [...]