Metafore - L’ho pensato subito. Non erano ancora passati neanche 20 dei 162 minuti previsti dal regista James Cameron per il suo kolossal fantascientifico. E io avevo già salda in mente la mia interpretazione del film: Avatar è una metafora della strategia militare usata dagli Stati Uniti nel corso della loro storia. Una storia attraversata da un filo rosso: l’invasione di territori stranieri per appropriarsi delle loro risorse. James Cameron probabilmente ha voluto inserire nel suo film diversi indizi che trasmettessero questo messaggio. I collegamenti sono immediati. Vediamone alcuni insieme:
1) Unobtanium = petrolio. RDA è una compagnia interplanetaria militare degli Stati Uniti. Il suo scopo: estrarre dal sottosuolo di Pandora il prezioso minerale unobtanium. Il cristallo è l’unica risorsa capace di risolvere i gravi problemi energetici che assillano la Terra nel 2154. Unico problema sono i Na’vi, umanoidi che vivono pacificamente su Pandora in simbiosi con la fauna e la flora del pianeta. La compagnia militare decide di escludere la via diplomatica e invade i territori dei Na’vi per estrarre il prezioso minerale. Gli umanoidi che si opporranno per proteggere il proprio pianeta verranno uccisi, senza tanti complimenti. La RDA è chiaramente l’esercito americano, i Na’vi rappresentano gli abitanti invasi nel corso della storia dagli Usa a caccia di petrolio: Na’vi sono abitanti dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Kuwait. Anche in passato la storia era la stessa: nel vecchio Far West i cowboys cacciarono gli indiani dalle riserve per appropriarsi dei loro preziosi territori, colmi di risorse importanti come le miniere d’oro. «Historia magistra vitae», recitava saggiamente Cicerone.
2) Pandora = Iraq. Segue dal punto precedente. Al centro di Pandora risiede il prezioso minerale unobtanium, fondamentale per la RDA. Nel sottosuolo di Iraq e Kuwait (prendiamo questi due come esempio) giace l’oro nero, per il quale da anni gli Usa escogitano pretesti di guerra come «portare la democrazia» o «scovare le armi di distruzione di massa». Inoltre il nome Pandora rimanda al famoso vaso che conteneva al suo interno tutti mali del mondo. Dentro Pandora, come nel cuore di Iraq e Kuwait, risiede la causa di tante vittime e sofferenze.
3) RDA = Usa e Na’vi = nativi. Il punto 1 e 2 basterebbero a spiegare la metafora del film. Ma c’è dell’altro. La RDA rifiuta la via diplomatica, troppo lunga e rischiosa. Preferisce imbracciare le armi per arrivare prima all’ unobtanium. Recentemente anche Obama, insignito del premio Nobel per la Pace, ha lanciato la sua prima grande offensiva contro i talebani nella provincia di Helmand, impiegando i 30mila soldati mandati come rinforzo del contingente in Afghanistan. La RDA opera con strumenti altamente sofisticati. Armi e tecnologie all’avanguardia, contro le quali poco possono gli archi e le frecce dei Na’vi. Oggi i palestinesi sono conosciuti in tutto il mondo per l’intifada: respingere i carri d’Israele (alleato Usa) solo con le pietre. Inutile dire che nel film i Na’vi, abitanti di paesaggi incontaminati, vedono calpestata qualunque loro usanza o tradizione. Inutile sottolineare che i Na’vi non attaccano mai, se non per difendere se stessi e il proprio territorio. Inutile aggiungere che la popolazione Na’vi sarà decimata nel corso del film.
4) Albero casa = politiche ambientali. La RDA non si preoccupa minimamente dei danni provocati all’ecosistema di Pandora. L’abbattimento dell’albero-casa, dimora dei Na’vi, ne è l’esempio lampante. Gli Stati Uniti non aderirono al protocollo di Kyoto a favore della salute del pianeta Terra. Inoltre Obama non è riuscito a dare peso e valore alla recente conferenza di Copenaghen.
5) Religione Na’vi = religione islamica. I Na’vi sono legati da un patto di vita con la propria religione, pronti a combattere e a morire per difenderla. Gli estremisti islamici sono capaci di sacrificare la loro esistenza (spesso con gesti estremi e terroristici) in nome del proprio culto.
Ci sarebbero altre prove a supporto della tesi, anche se meno evidenti di quelle sopraelencate. Di certo guardare Avatar superficialmente non permette di cogliere questi aspetti. Significherebbe non cogliere il messaggio di Cameron e non apprezzare a sufficienza il suo lavoro. Anche se gli sono sfuggiti gli Oscar come miglior regia e miglior film (andati alla sua ex-moglie, Kathryn Bigelow, con il film “The Hurt Locker“), Avatar si è comunque aggiudicato tre premi ufficiali, più un quarto non ufficiale: migliori effetti speciali, migliore scenografia, migliore fotografia…e migliore metafora.
Ivano Pasqualino






Pienamente d’accordo collega e anch’io avevo notato questa metafora però solo dalla prova numero 1… non sono ancora una giornalista di guerra ma chissà..
Bravo bravissimo!
Condivido. Soprattutto il parallelismo Pandora-Iraq. A me Avatar è piaciuto abbastanza. Unico neo, la durata eccessiva del film. Tre ore sono decisamente troppe…
Interessante il tuo articolo, esprimo la mia. Credo che far trovare migliaia di metafore fosse propio lo scopo degli sceneggiatori. Hanno creato una storia “universale” che vada bene per tutti i paesi, per tutte le razze e per tutte le religioni. Un film che incassi moltissimo denaro in tutto il mondo. Più che metafore io li chiamerei stereotipi. Semplificando, se andiamo a guardare lo scheletro della storia, c’è un invasore più forte che attacca un territorio ricco, lo invade, per sfruttarne le risorse ai danni dei più deboli. Questa è la storia dell’uomo fin dai tempi della preistoria, migliaia di guerre e di situazioni simili. Il sogno dei “deboli che vincono” è la favola che tutti vorrebbero, ma che concretamente, sappiamo non avviene mai. Amore, azione, tecnologia, fantascienza, ecologia… è stato messo di tutto, per non scontentare nessuno.
USA-IRAQ, Indiani e cowboy, Inca e Conquistadores, Giapponesi e Samurai…
Ciao.. credo che molti abbiano avuto riscontro con la tua interpretazione… può essere giusta con il confronto dell’iraq ma completamente sbagliata con i talebani… di sicuro non possono essere paragonati ai na’vi…